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Laboratorio di fisica

 

“Chiedetelo ai ragazzi!” ripeteva spesso un famoso educatore vissuto tra ‘800 e ‘900 a chi gli domandava quali attività preferissero svolgere per divertirsi o per imparare a fare qualcosa di utile nella vita; sicuramente la risposta che la maggior parte di loro darebbe per imparare la Fisica o qualsiasi altra materia di tipo scientifico sarebbe : “Andiamo in Laboratorio!” .

 

Quindi il Laboratorio è nell’immaginario collettivo il mezzo principale per apprendere e scoprire le leggi scientifiche : d’altra parte come poter smentire questa affermazione ? Infatti dal  ‘500 in avanti Galileo ha rifondato la Scienza su base prettamente sperimentali e matematiche, testando sempre con la verificabilità in Laboratorio o sul campo la validità delle teorie immaginate per descrivere un determinato  fenomeno naturale.       

 

Nella scuola secondaria superiore l’ attività di laboratorio è quindi molto importante. Nel Liceo Scientifico essa costituisce un aspetto della fondamentale sistematizzazione logica della Fisica, svolta di solito durante le lezioni in aula. Si cerca così di rendere al massimo proficua l’ interazione tra la parte teorica e la parte pratica dell’attività didattica, in modo da far conseguire agli allievi sia quella mole storica di conoscenze necessarie per vivere e lavorare, soprattutto in ambito tecnico-scientifico, nella società contemporanea,  sia quella sensibilità all’operare con metodologie di tipo sperimentale la cui padronanza è ritenuta ancor più importante delle semplici conoscenze, perché permette di acquisire flessibilità e capacità di assimilare nuove conoscenze e di valutare criticamente quelle precedentemente note.

 

Il laboratorio di Fisica del Liceo “A. Moro” è costituito da 2 aule attrezzate, una delle quali utilizzata per le attività sperimentali da svolgere in modo tradizionale (sia con materiale acquistato da apposite ditte specializzate sia con materiali prodotti, per una certa esperienza, dagli stessi allievi), e l’altra, il LabTec, per le esperienze con rilevazione misure ed elaborazione dati tramite computer (sistema informatico di acquisizione ed elaborazione dati, costruzione di tabelle e grafici con l’impiego di sensori ed interfacce collegate ai 6 pp.cc. attualmente disponibili; la prima parte di allestimento delle esperienze si effettua comunque con preparazione tradizionale); entrambe le aule rispettano le norme relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro (in particolare il D.L. 81/2008 e successive integrazioni), sono arredate con banchi da laboratorio, ciascuno dotato di alimentazione elettrica ad alta e bassa tensione, con un numero di 32 posti a sedere. Nelle aule sono collocati gli armadi nei quali sono conservati : 1) le strumentazioni, che consentono l’esecuzione di un’ampia gamma di esperienze a 6 gruppi di allievi o, per quelle che richiedono materiali più ingombranti e costosi, alla cattedra; le esperienze possono essere sia qualitative che quantitative e riguardano le varie parti della fisica oggetto dei programmi liceali (meccanica, termologia, ottica, acustica, onde, elettromagnetismo, fisica atomica e subatomica); 2) schede di esperienze svolte e testi di consultazione ad esse relative; 3) materiale audiovisivo e software a carattere didattico-scientifico; 4) materiale relativo ai vari concorsi di Fisica cui hanno partecipato gli studenti e alle prove delle Olimpiadi di Fisica e dei Giochi di Anacleto dal 1995  ad oggi,  suddivise nei vari livelli. Vi è inoltre un’ aula di preparazione, riservata ai vari insegnanti e agli assistenti tecnici di laboratorio, uno di Fisica ed uno di Informatica, adibita alla prova e alla preparazione delle esperienze e alla manutenzione degli strumenti.

 

            Il Laboratorio di Fisica è utilizzato, in rapporto al numero di ore della materia, in tutte le classi anche in base all’importanza che essa riveste nei vari indirizzi presenti nell’Istituto. Di solito è  utilizzato in larga misura (a volte anche per più di metà delle ore) nelle classi del biennio, nelle quali si impostano le basi anche per gli anni successivi, in particolare per effettuare correttamente le misure tenendo conto della loro incertezza, per imparare a redigere in modo efficace le relazioni di laboratorio, per acquisire la padronanza del linguaggio scientifico specifico; essenziale è anche la correzione di concetti errati o parzialmente compresi derivanti dal senso comune e dal precedente curricolo scolastico. Nel triennio è predominante la parte di sistematizzazione generale dei temi trattati, tramite processi di tipo deduttivo ed induttivo ed utilizzando gli strumenti matematici acquisiti dagli allievi in quantità e grado di consapevolezza sempre maggiore, riservando comunque al laboratorio un buon numero di ore per la verifica o la riscoperta di esperienze particolarmente significative. Dopo il triennio numerosi allievi indirizzano il loro successivo corso di studi verso facoltà scientifiche, ottenendo quasi sempre ottimi risultati in seguito alla preparazione ricevuta. 

 

  

 

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